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L'organizzazione della famiglia

La famiglia è un'organizzazione complessa di relazioni di parentela che ha una sua storia e che crea storia. Il termine organizzazione sottolinea l'aspetto di articolazione dell'unità familiare. Che cosa la famiglia organizza? La famiglia organizza relazioni di parentela centrate e qualificate dal legame generativo nella duplice valenza del generare e dell'essere generati. Le relazioni di base ad esso collegate sono la relazione coniugale e quella di filiazione (basata sulla differenza di generazione). Lo scambio d'amore tra la coppia di adulti e tra le generazioni (figli) costituisce quindi il proprium del legame familiare. Come organizza?

  1. Attraverso delle caratteristiche di struttura e processo che costituiscono l'identità organizzativa della famiglia.
  2. La famiglia è quindi un sistema organizzato con una struttura e una gerarchia interna.
  3. Le reciproche relazionali dei componenti della famiglia avvengono secondo certe combinazioni che regolano le loro transizioni.

La struttura familiare:

  • Definizione.
  • Sottosistemi.
  • Confini.
  • Invischiamento e disimpegno.
  • Coesione e adattabilità.
  • Trasmissione trigenerazionale: miti, lealtà, immagini ideali.

La struttura familiare è l'invisibile insieme di richieste funzionali che determina i modi in cui i componenti della famiglia interagiscono (Minuchin, 1974).

Salvador Minuchin é considerato uno dei "pionieri" della terapia familiare. Verso la fine degli anni '50 Minuchin viene chiamato a dirigere la Family Research Unit presso la Wiltwyck School for Boys, un centro residenziale per giovani delinquenti che provenivano dai ghetti di New York o dalle minoranze nere di Harlem. Dopo due anni di "trattamento", i ragazzi venivano restituiti alle loro famiglie e agli irresistibili condizionamenti del sistema familiare e sociale, ricadendo inevitabilmente nei comportamenti a rischio. È in questo contesto che Minuchin sperimenta il limite del modello psicoanalitico dominante, finalizzato alla ricerca delle dinamiche intrapsichiche, unicamente rivolto al passato, che non tiene conto delle ridondanze relazionali che regolano il comportamento visibile di questi adolescenti all'interno del nucleo familiare allargato. È da queste osservazioni che nasce l'interesse per le dinamiche familiari rispetto alle dinamiche interne del singolo individuo. Non disponendo di modelli di riferimento, né di letteratura scientifica su cui fondarsi, ma soltanto di "ipotesi di lavoro", S. Minuchin, assieme ai suoi colleghi, prende in considerazione "l'architettura" della famiglia e inizia a stabilire categorie organizzative per connettere tipi specifici di famiglie con certe tipologie di problemi. Ipotizza, inoltre, che il comportamento dei singoli membri del sistema familiare sia riconducibile a schemi predeterminati che danno luogo a reazioni prevedibili. Nasce così il modello strutturale. La ripetizione di determinate interazioni tra i vari membri della famiglia crea dei modelli di interazione (o modelli transazionali) e scambio che stabiliscono come, quando e con chi stare in relazione. La famiglia è un sistema che opera tramite modelli transazionali che a loro volta regolano il comportamento dei membri di un famiglia attraverso due livelli:

Generale, perché coinvolge le regole universali che governano l'organizzazione familiare (per esempio: deve esserci una gerarchia di poteri in cui genitori e figli hanno diversi livelli di autorità).

Specifico di una singola famiglia , comprende le reciproche aspettative dei singoli componenti della famiglia (ad esempio: in una particolare famiglia la gestione dell'autorità è affidata alla madre, in un'altra al padre).

Il sistema famiglia differenzia e svolge le sue funzioni per mezzo di sottosistemi.

1) In ogni famiglia nucleare, è possibile distinguere tre sottosistemi principali:

  • Coniugale. Si occupa della relazione tra coniugi e funzioni di scambio e sostegno emotivo-affettivo coniugale.
  • Genitoriale. Parliamo del sottosistema genitoriale che possiede funzione parentale. Il sottosistema vede impegnata la coppia sul versante dell’accudimento e dell’impegno nell’educazione dei figli.
  • Dei fratelli. Questo sottosistema permette ai figli di sperimentarsi nelle relazioni tra i pari (negoziare, cooperare, competere).

2) Ogni sottosistema familiare ha specifiche funzioni e fa specifiche richieste ai suoi membri. Le molteplici funzioni dei sottosistemi. Le funzioni dei sottosistemi sono molteplici. Ad esempio: il sottosistema dei genitori si occupa della funzione parentale, quello coniugale della relazione tra i coniugi, quello filiale della relazione dei figli.

3) Ogni componente di una famiglia può far parte di diversi sottosistemi. Osservando l'individuo nel sottosistema, notiamo che un individuo può essere contemporaneamente figlio, fratello, nipote, genitore, coniuge. In ogni sottosistema l’individuo ha differenti gradi di potere e funzioni diverse: può così sperimentare le capacità interpersonali a diversi livelli.

I sottosistemi sono delimitati tra loro da confini (Minuchin, 1974). I confini di un sottosistema sono le regole che definiscono chi partecipa e come partecipa alle relazioni familiari. I confini svolgono quindi la funzione fondamentale di differenziare i sottosistemi rispetto a funzioni e ruoli all'interno del nucleo familiare. Ad esempio: un confine del sottosistema coniugale può essere quello per cui è la moglie e non la madre a preoccuparsi di preparare il pranzo e stirare le camicie del marito: sono comportamenti significativi che dal punto di vista simbolico e affettivo indicano le regole di relazione interpersonale.

Perché la famiglia funzioni bene, i confini tra i sottosistemi devono essere chiari

Devono infatti:

  • essere definiti in modo tale da permettere ai membri del sottosistema di esercitare le loro funzioni senza indebite interferenze; Per esempio, la capacità dei due coniugi di adattarsi in modo complementare richiede la non interferenza dei suoceri e dei figli; oppure, la capacità di negoziare con i coetanei, appresa tra fratelli, richiede la non interferenza dei genitori.
  • permettere un buon contatto e uno scambio adeguato di informazioni tra i componenti di un sottosistema e gli altri;
  • garantire sia l'autonomia e sia l'interdipendenza dei suoi membri.

I confini possono essere collocati lungo un continuum: rigidi, chiari e diffusi; ad essi corrispondono rispettivamente famiglie disimpegnate, da funzionamento “normale” o invischiate.

Famiglie disimpegnate

  • i sottosistemi sono eccessivamente separati tra loro;
  • la comunicazione è difficile sia come passaggio di informazioni sia come scambio emotivo;
  • il senso di appartenenza è molto labile tanto che manca la possibilità di chiedere e fornire aiuto. L'aiuto in famiglie disimpegnate. È difficile accorgersi di un problema del singolo. In questo caso, se un membro della famiglia incontra dei problemi, può manifestare o amplificare un sintomo affinché la sua sofferenza sia notata.
  • quando è necessario possono funzionare autonomamente, ma hanno un senso distorto dell'indipendenza.

Famiglie invischiate. Il problema e le tensioni di uno diventano il problema e le tensioni di tutti (Minuchin, 1973)

concentrano l'interesse su se stesse per sviluppare il proprio microcosmo con conseguente aumento di comunicazione e di coinvolgimento tra i loro componenti;

  • la distanza diminuisce e i confini si confondono;
  • il senso di appartenenza è così forte da ostacolare ogni forma di autonomia personale;
  • la mancata differenziazione scoraggia l'esplorazione autonoma e il padroneggiamento dei problemi.
  • La diffusione e la rigidità non sono di per sé inadeguate. In alcuni momenti del ciclo di vita, come per esempio la nascita di un figlio, una maggiore coesione tra i membri è necessaria. In altri momenti, come l'adolescenza di un figlio, è più funzionale una maggiore rigidità dei confini.
  • La diffusione e la rigidità diventano inadeguate quando si cronicizzano e non evolvono in relazione alle diverse esigenze trasformative dei membri della famiglia.

                                                              Modello Circonflesso: tipologie di sistemi familiari Fonte : Galimberti e Farina (1990)

Il modello circonflesso di Olson ci permette di spiegare i modelli relazionali che caratterizzano le diverse strutture familiari, permettendo di arrivare a definire delle tipologie di sistemi familiari. Olson analizza il funzionamento della famiglia attraverso due dimensioni: la coesione e l'adattabilità.
COESIONE: La coesione può essere definita come "legame emotivo reciproco esistente tra i membri della famiglia" (Olson, Russel e Sprenkle, 1983). Per la valutazione della coesione di un sistema familiare si prendono in considerazione concetti specifici, quali ad esempio confini intra e intergenerazionali, le coalizioni, l'uso del tempo e dello spazio, le amicizie e il processo di articolazione delle decisioni.
ADATTABILITA’: L'adattabilità viene definita come "capacità di un sistema familiare di cambiare le proprie strutture di potere, i ruoli, le regole relazionali in risposta a situazioni di sviluppo o di stress" (Olson e McCubbin, 1983). L'inserimento delle due dimensioni in un modello circonflesso ha condotto all'identificazione di sedici tipi di famiglie, ottenuti incrociando i quattro livelli - molto basso, moderatamente basso, moderatamente alto, molto alto - delle due dimensioni, o più grossolanamente a una tripartizione che le definisce come famiglie “bilanciate”, “intermedie” ed “estreme” (vedi grafico) Modello Circonflesso: tipologie di sistemi familiari Fonte : Galimberti e Farina (1990)

Famiglie bilanciate.

  • Sono le più funzionali.
  • Riescono a mantenere una coesione interna e a fornire una sensazione adeguata di sicurezza (anche nei momenti più difficili).
  • Permettono la differenziazione dei vari membri come persone “separate”.
  • Hanno una flessibilità tale che consente loro di adattare la struttura e l'organizzazione familiare ai diversi cambiamenti che si trovano ad affrontare.
  • La comunicazione è basata sulla fiducia sia in se stessi sia negli altri membri e facilita il riadattamento di fronte ai cambiamenti.

Famiglie estreme (con emergenze sintomatiche). Funzionano in modo disfunzionale.

Famiglie caotiche (alta adattabilità)

  • Difficoltà a organizzarsi in maniera adeguata e a stabilire regole precise per il loro funzionamento (soprattutto di fronte ad eventi critici).
  • Scambio comunicativo insoddisfacente.

Famiglie rigide (bassa adattabilità)

  • Presentano un funzionamento di regole vissute come “intoccabili”, date dall'alto, che non possono essere discusse.
  • Il cambiamento non appare possibile neanche quando ve ne è l'esigenza.

Famiglie disimpegnate (bassa coesione)

  • I componenti di queste famiglie appaiono molto distanti e differenziati tra loro.
  • Mostrano una scarsa attitudine alla condivisione delle emozioni e degli affetti.

Famiglie invischiate (alta coesione)

  • Presentano una scarsa differenziazione tra i vari membri e un'eccessiva responsività reciproca.
  • I componenti della famiglia appaiono incastrati in relazioni fortemente condizionanti.

La concezione del gruppo familiare può essere così sintetizzata:

  • La famiglia è un microsistema sociale in evoluzione, con caratteristiche proprie non ricavabili dalla somma dei suoi componenti;
  • essa è capace, in virtù delle sue risorse di adattamento attivo e organizzato (coping), di reagire agli stress prevedibili e imprevedibili che può incontrare nel suo percorso;
  • la crescita della famiglia è legata all'effettivo superamento di tali eventi critici; l'attenzione va rivolta, in particolar modo, aicompiti di sviluppotipici delle singole fasi e ai processi messi in moto dalla famiglia nei momenti di transizione, per effettuare un'efficace riorganizzazione;
  • l'entrata, l'uscita e lo sviluppo dei suoi membri costituiscono eventi critici prevedibili in base ai quali è possibile periodizzare il tempo familiare e parlare di fasi del ciclo di vita familiare (formazione della coppia, nascita dei figli, famiglia con figli adolescenti e in fase di lancio, famiglia in tarda età);
  • in ogni fase del ciclo vitale la famiglia ha una sua identità organizzativa, una sua struttura e un suo stile di funzionamento;
  • i concetti correlati di sottosistemi, confini e qualità della comunicazione consentono di analizzare lo stile di funzionamento specifico di una determinata famiglia

 

Dott. Cosimo Aruta
Psicologo, Psicoterapeuta, Mediatore Familiare
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia con il n° 12147

 

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